Relazione sulla consegna “World Without Money”
di CHIARA CATTANI

Inizialmente la prima reazione di fronte alla consegna ricevuta è stata quella di non capire lo scopo del lavoro perchè è attualmente impossibile per noi concepire un mondo senza soldi; l’obiettivo del progetto rimaneva quello di portare avanti un’idea e svilupparla nelle sue conseguenze, anche se utopiche.

Il mio approccio è stato quello di cercare una soluzione il più possibile realizzabile rispetto alle conoscenze da me già possedute; rivoluzionare il sistema mantenendo costante il “fattore baratto” mi ha fatto riflettere sul tema del valore che assegnamo alle cose e da che cosa il valore dipende; della società che assegna un determinato valore alle cose e perchè; ma anche di comprendere meglio con che dinamica il denaro circola e come una gerarchia di controllo sia necessaria per la realizzazione dell’intero sistema.

Il lavoro che inevitabilmente ho dovuto affrontare sta nell’andare oltre l’immediata tentazione di dire: “E’ impossibile!” per poter cercare delle soluzioni che ancora non esistono, ma che possiamo considerare realizzabili in un prossimo futuro, solo giustificando la propria teoria con alcune premesse il più possibile valide.

La premessa corretta per questa consegna deve essere caratterizzata da quegli elementi che legano in maniera inscindibile la presenza della moneta al sistema in cui viviamo; si tratta sostanzialmente di un’analisi delle cause cioè dei fattori fondanti un sistema più che della soluzione finale. Infatti senza capire questi elementi che costituiscono il punto di partenza di tutto lo sviluppo successivo, il sistema non è innovativo, perchè ripropone una dinamica già esistente limitandosi a modificare gli aspetti secondari e “superficiali” della questione. La vera rivoluzione avviene quando si comprendono quali sono i fattori caratterizzanti un sistema; l’apertura mentale consiste nella comprensione delle cause e nell’approfondimento di un”analisi esclusivamente di superficie. Io personalmente credo di aver lavorato a livello superficiale in quanto sviluppando in modo sempre più approfondito il progetto mi sono accorta di ricadere nelle stesse problematiche già presenti nel mondo d’oggi all’interno di un sistema che invece è da abolire; pur rispettando la consegna (in quanto l’eliminazione della moneta è riuscita) mi accorgo che “far fuori” il denaro non significa sostituirlo con qualcosa di alternativo (un baratto sebbene in forma moderna) ma soprattutto eliminare il motivo o i motivi per i quali esso è nato e continua ad esistere. In questo senso l’esercizio di apertura mentale che abbiamo fatto permette la vera innovazione, perchè non solo agisce a livello superficiale ma si focalizza sulle cause dalle quali poi si sviluppa tutto il resto. Non ho imparato come deve essere un mondo perfetto senza denaro, ma piuttosto qual’è l’atteggiamento progettuale da avere di fronte alle cose, non lavorando solo sulle conseguenze ma capendo perchè l’oggetto in questione è così ora e agendo su queste cause.

Riflettere su un tema così impossibile è stato utile proprio per l’impossibilità a trovare una soluzione perfetta, attuabile da subito; una proposta risulta più ragionevole di un’altra solo quando è frutto di un’analisi radicale sulle cause o comunque sugli aspetti originanti della situazione attuale, e alla luce di questi tentare delle soluzioni per quanto ipotetiche, utopiche e assurde.

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